Non facciamoci ingannare! sveglia

giovedì 30 gennaio 2014



Perché insieme a me ognuno possa farsi un'idea personale sul significato e gli effetti della norma approvata ieri alla Camera sulla valorizzazione del capitale della Banca d'Italia, con una conoscenza dei fatti meno approssimativa di quella fornita dall'informazione giornalistica sempre più uniforme e servente la politica, dalla voce di wikipedia sulla Banca d'Italia possiamo leggere quanto segue. 
La Banca è una società per azioni partecipata da banche (che poi sono sottoposte alla sua vigilanza!); e circa la titolarità del  capitale sociale e le quote di partecipazione (ad oggi) valga il seguente prospetto.
Partecipante                                    Quote                  Voti
Intesa Sanpaolo S.p.A.                  30,3%                  50
UniCredito Italiano S.p.A.            22,1%                  50
Assicurazioni Generali S.p.A.      6,3%                     42
Cassa di Risparmio in Bologna    6,2%                     41
INPS                                             5,0%                     34
Banca Carige S.p.A.                     4,0%                     27
Banca Nazionale del Lavoro .      2,8%                     21
Banca Monte dei Paschi               2,5%                     19
Cassa di Risparmio di Biella        2,1%                     16
Cassa di Risparmio di Parma       2,0%                     16
 Il capitale sociale della Banca ammonta(va) a 156.000 euro, versati nel 1936.
Interessante è conoscere anche il criterio di divisione dei dividendi, cioè quello che spetta agli azionisti del profitto annualmente realizzato.                                                                                                                                                                 Ai partecipanti al capitale sono distribuiti ogni anno dividendi per un importo fino al 6% del capitale stesso[9]e, su approvazione del Consiglio Superiore, un ulteriore 4%[10] del valore nominale del capitale (articolo 39), cui si aggiunge "una somma non superiore al 4% dell'importo delle riserve" quali risultano dal bilancio dell'anno precedente prelevata dai frutti annualmente percepiti sugli investimenti delle riserve[11], sempre su approvazione del Consiglio superiore (articolo 40). Gli utili netti vengono per il resto distribuiti come segue.       Il 20% degli utili netti conseguiti deve essere accantonato al fondo di riserva ordinaria. Col residuo, su proposta del Consiglio superiore, possono essere costituiti eventuali fondi speciali e riserve straordinarie mediante utilizzo di un importo non superiore al 20% degli utili netti complessivi. La restante somma è devoluta allo Stato (articolo 39).
Cosa cambia con la norma approvata?
7,5 mld delle riserve sono portate a capitale. Cosa succede?
1. si rivaluta la quota di ciascun azionista, così che le banche -che dovevano ricapitalizzarsi con soldi dei propri azionisti- incrementano il loro patrimonio (in cui ricadono le quote azionarie) a costo zero per loro, ma a scapito della riserva della Banca d'Italia che è patrimonio pubblico. Potranno poi monetizzarlo
2. le banche azioniste riceveranno  maggiori dividendi, perché come abbiamo visto  li prendono in proporzione del capitale sociale
3. pagheranno una tassa (12%) che frutterà allo Stato  (dicono) 900  milioni
Chi ha avuto la meglio secondo voi?