cartapesta
Qualche giorno addietro avevo in mente questi pensieri, che non ho avuto tempo di condividere con i miei dodici lettori.
Continuo a ragionare ad alta voce, dopo quanto detto su FB.
Mi sembra improprio parlare, come qualche giornalista ha
fatto, di buffonata di Berlusconi in Parlamento.
Non mi pare così: il sostegno di Berlusconi al Governo
risponde al suo più scontato interesse. Infatti non può volere lo scioglimento delle Camere, perché ad una
nuova legislatura sarebbe incandidabile e resterebbe fuori e (cosa ugualmente
importante) senza immunità parlamentare.
Quindi non può volere neanche uscire dal Governo provocando
una sua nuova formazione, perché questo sarebbe soltanto un suo depotenziamento
politico, una caduta di importanza che non consentirebbe di impugnare armi di
ricatto.
Allora? Risponde smaccatamente al suo interesse che il Governo Letta duri e con lui il Parlamento!
Spaccature interne, nuovi gruppi parlamentari, dissidenza?
Specchietti per le allodole e pantomime.
Tutto resta immutato: Berlusconi presidente del partito, il
dissidente Alfano segretario politico (dopo essere stato segretario personale
del capo), pronto a marcare stretto e convogliare - con il fido e vecchio amico e
sodale Cicchitto, con il rampante Fitto- quelli che si illudevano di riuscire
ad eludere la sorveglianza.
Tutto assolutamente scontato.
Questo banale conto non possono non averlo fatto politici
navigati e che siedono in Parlamento da decenni! (forse a questa mancanza di
sorpresa si deve l'apprezzamento di qualcuno alla bravura, solo scenica, di Berlusconi?)
Ma se anche fosse solo occasionale questa coincidenza di
interessi, personali (di Berlusconi) e del Governo, nessuno tenti di prendere
in giro l'opinione pubblica, avvalorando la scelta di Berlusconi come un
generoso passo indietro. Questo, sì, sarebbe una buffonata maligna!
Non passano che pochi giorni, e lealisti e frondisti si ricompattano nel partito in questione.
Ne dà esplicita notizia la stampa. Chi vuole, può leggere da questo sito http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-13/berlusconi-basta-polemiche-interne-pdl-riscopra-dialettica-interna-fitto-e-alfano-pienamente-d-accordo-194641.shtml?uuid=ABMUjCW&cmpid=nl_7%2Boggi_sole24ore_com
Chiuso il primo atto, vediamo andare in scena il secondo, non meno prevedibile del primo.
L'esclusione dal Parlamento di Berlusconi (la specificazione è riferita all'esclusione, non al Parlamento, come qualcuno pure potrebbe pensare) è inevitabile, salvo colpi di mano poco possibili perché si rischierebbe l'eversione istituzionale o l'ingiustizia manifesta.
Allora? Che Berlusconi vada pure fuori dal Parlamento, ma auspicano i suoi bravi di non fargli scontare la pena inflitta con la sentenza di condanna per frode fiscale! Non certo per l'intollerabile umiliazione di essere trattato da persona da reinserire socialmente, cosa impensabile per un leader politico, ma perché con la misura esecutiva sarebbe costretto a vivere in Italia con un domicilio ben preciso, senza potersene allontanare all'occorrenza ed a piacimento (la mobilità di Berlusconi è il vero problema, dovrebbe dormire ogni sera nello stesso posto, cosa non igienica per i perseguitati dalla giustizia quale lui stesso si ritiene!)
Ed allora nuovo copione e nuovi personaggi: si scopre la sofferenza dei carcerati ed il turnista presenta, incoraggiato dall'alto, la proposta di legge per indulto ed amnistia.
Sarebbe evidente che la cosa non riguardi il caso Berlusconi per due ragioni: questi non deve gravare sull'affollamento carcerario perché sconterà la pena con misura alternativa alla detenzione (ma con limiti di mobilità, come abbiamo detto) e da che vive la nostra Repubblica questa misura di clemenza non sempre ha riguardato reati tributari e fiscali, e sempre è stata oggetto di misure separate da quelle per reati comuni.
Per prendere atto del grado di flessibilità dell'on. Quagliariello si veda la voce amnistia on line in wikipedia.
In sostanza il copione sembra seguire il suggerimento di E. Poe nella sua lettera trafugata: se vuoi nascondere qualcosa, mettila in un gruppo di oggetti simili.