Non facciamoci ingannare! sveglia

giovedì 19 dicembre 2013

Il giorno 17 scorso il quotidiano La Stampa ha pubblicato un articolo di Zagrebelsky sulla apertura di Renzi sui diritti civili.
 vedi   http://www.scienzaevita.org/rassegne/14a5ba16db6fbb44a4a70d29b3748bbe.PDF
In risposta ho inviato questa lettera al Direttore del giornale chiedendone la pubblicazione.



Egregio Direttore, indirizzo a Lei queste mie osservazioni, sicuro –conoscendo il Suo rispetto per la verità- di ottenerne la pubblicazione.
Ho letto solo oggi l’editoriale a firma di Zagrebelsky, apparso sul v/s quotidiano del giorno 17, sulla questione nuovamente in ballo delle unioni civili, e non posso fare a meno di manifestare la mia sorpresa, ancor prima del mio dissenso.
Parlo in tutta schiettezza, perché non ho corso né vedo la possibilità di correre per la Presidenza della Repubblica, non devo perciò partecipare a nessun coro.
Vado al dunque.

mercoledì 6 novembre 2013

Giustizia alla cartapesta

Cartapesta anche questa volta.
L'unico punto che in tutta la vicenda Cancellieri mi sembra assolutamente imprescindibile è un altro: quali inconfutabili e indiscutibili prove (entrambi gli aggettivi sono necessari: uno riferito alla chiara evidenza scientifica della patologia lamentata dalla detenuta; l'altro riferito alla neutralità dell'accertamento) vengono esibite all'opinione pubblica per valutare -sulla base di questi dati- se l'intervento del ministro è stato umanitario o manipolativo? Ma nessuno sembra vedere che solo questo è in questione: il rispetto della realtà dei fatti. Nessuno esige informazioni sulla diagnosi!
Solo qualche nome per ricordare morti-viventi davanti al proprio giudice ancora in vita: Di Lorenzo, Sofri, Contrada...questi solo i più noti, poi ci sono i nomi della criminalità organizzata.
A voi (dodici lettori) farvi un'opinione

martedì 15 ottobre 2013

cartapesta 




Qualche giorno addietro avevo in mente questi pensieri, che non ho avuto tempo di condividere con i miei dodici lettori.
Continuo a ragionare ad alta voce, dopo quanto detto su FB.

Mi sembra improprio parlare, come qualche giornalista ha fatto, di buffonata di Berlusconi in Parlamento.

Non mi pare così: il sostegno di Berlusconi al Governo risponde al suo più scontato interesse. Infatti non può volere  lo scioglimento delle Camere, perché ad una nuova legislatura sarebbe incandidabile e resterebbe fuori e (cosa ugualmente importante) senza immunità parlamentare.

Quindi non può volere neanche uscire dal Governo provocando una sua nuova formazione, perché questo sarebbe soltanto un suo depotenziamento politico, una caduta di importanza che non consentirebbe di impugnare armi di ricatto.

Allora? Risponde smaccatamente al suo interesse che il  Governo Letta duri e con lui il Parlamento!

Spaccature interne, nuovi gruppi parlamentari, dissidenza? Specchietti per le allodole e pantomime.

Tutto resta immutato: Berlusconi presidente del partito, il dissidente Alfano segretario politico (dopo essere stato segretario personale del capo),  pronto a marcare stretto  e convogliare - con il fido e vecchio amico e sodale Cicchitto, con il rampante Fitto- quelli che si illudevano di riuscire ad eludere la sorveglianza.

Tutto assolutamente scontato.

Questo banale conto non possono non averlo fatto politici navigati e che siedono in Parlamento da decenni! (forse a questa mancanza di sorpresa si deve l'apprezzamento di qualcuno alla   bravura, solo scenica, di Berlusconi?)

Ma se anche fosse solo occasionale questa coincidenza di interessi, personali (di Berlusconi) e del Governo, nessuno tenti di prendere in giro l'opinione pubblica, avvalorando la scelta di Berlusconi come un generoso passo indietro. Questo, sì, sarebbe una buffonata maligna!
Non passano che pochi giorni, e  lealisti e frondisti si ricompattano nel partito in questione.
Ne dà esplicita notizia la stampa. Chi vuole, può leggere da questo sito http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-13/berlusconi-basta-polemiche-interne-pdl-riscopra-dialettica-interna-fitto-e-alfano-pienamente-d-accordo-194641.shtml?uuid=ABMUjCW&cmpid=nl_7%2Boggi_sole24ore_com
Chiuso il primo atto, vediamo andare in scena il secondo, non meno prevedibile del primo.
L'esclusione dal Parlamento di Berlusconi (la specificazione è riferita all'esclusione, non al Parlamento, come qualcuno pure potrebbe pensare) è inevitabile, salvo colpi di mano poco possibili perché si rischierebbe l'eversione istituzionale o l'ingiustizia manifesta.
Allora? Che Berlusconi vada pure fuori dal Parlamento, ma auspicano i suoi bravi di non fargli scontare la pena inflitta con la sentenza di condanna per frode fiscale! Non certo per l'intollerabile umiliazione di essere trattato da persona da reinserire socialmente, cosa impensabile per un leader politico, ma perché con la misura esecutiva sarebbe costretto a vivere in Italia con un domicilio ben preciso, senza potersene allontanare all'occorrenza ed a piacimento (la mobilità di Berlusconi è il vero problema, dovrebbe dormire ogni sera nello stesso posto, cosa non igienica per i perseguitati dalla giustizia quale lui stesso si  ritiene!)
Ed allora nuovo copione e nuovi personaggi: si scopre la sofferenza dei carcerati ed il turnista presenta, incoraggiato dall'alto, la proposta di legge per indulto ed amnistia.
Sarebbe evidente che la cosa non riguardi il caso Berlusconi per due ragioni: questi non deve gravare sull'affollamento carcerario perché sconterà la pena con misura alternativa alla detenzione (ma con limiti di mobilità, come abbiamo detto) e da che vive la nostra Repubblica questa misura di clemenza non sempre ha riguardato reati tributari e fiscali, e sempre è stata oggetto di misure separate da quelle per reati comuni.
Per prendere atto del grado di flessibilità dell'on. Quagliariello si veda la voce amnistia  on line in wikipedia.
In sostanza il copione sembra seguire il suggerimento di E. Poe nella sua lettera trafugata: se vuoi nascondere qualcosa, mettila in un gruppo di oggetti simili.




venerdì 6 settembre 2013

Giacchino facette 'a legge

L'arguzia napoletana citerebbe per qualcuno il detto <<Giacchino facette 'a legge e Giacchino fuje accise>>,  che ricorda il caso di Murat che ripristinò la pena di morte nel regno, finendo fucilato poi dai Borboni.
In maniera più aulica è bello ricordare, per noi che viviamo nello stato di diritto, cosa dicevano i romani: <<Non sub rege lex, sed sub lege rex>>.
A buon intenditor...

martedì 27 agosto 2013

La legge Severino e la incandidabilità

Uno sguardo, oltre la cortina fumogena, ci aiuta a gettarlo un articolo odierno del Vicepresidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, intervistato da un quotidiano nazionale.
Vediamo di riepilogare.
La c.d. legge Severino, ampliando una previsione di esclusione elettorale che già risale al 1992 (legge n. 16,applicata decine di volte) e stabilendo che non può essere eletto il condannato per reato doloso a pena superiore ai due anni di reclusione, individua un ulteriore caso di incandidabilità (oltre gli associati a delinquere, mafiosi, concussori), come causa originaria di esclusione dalla candidatura, e di successiva decadenza dalla carica.
Questa incandidabilità non solo non è una pena (principale o accessoria, che non può essere retroattiva), nè un effetto penale (amnistiabile o altrimenti estinguibile)  ma solo un effetto legale della condanna. Altra cosa la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici irrogata con la condanna irrevocabile, e per questo non vanno confuse le due cose e le possibili diverse vicende estintive, che non sono comuni.
Quale conseguenza? La previsione di decadenza della legge Severino è volontà legislativa, che solo volontà legislativa contraria, e non altro, può annullare!
E' espressione di volontà sovrana del Parlamento, e non vi sono altri poteri o organi costituzionali che possano vanificarla (grazia o altro).
Per la stessa ragione è chiaro, oves et boves, che l'idea di rivolgersi alla Corte Costituzionale per un intervento consultivo sulla legittimità della norma è assurda, perché il Parlamento esercita la sua sovranità in assoluta autonomia e se ritiene vi siano ragioni per cancellare una norma lo fa direttamente, con una scelta discrezionale e politica. Fin qui anche l'opinione del Vice presidente Maddalena.

Allora, tutto quello cui stiamo assistendo e che stiamo sentendo è pura, vergognosa, indecente, irresponsabile  manfrina che pretende di cancellare la volontà parlamentare, già espressa in legge, fuori della sua sede propria: le Camere del Parlamento italiano. Risulta chiaro che fare diversamente sarebbe un atto costituzionalmente abnorme

martedì 13 agosto 2013

Perchè gridi? Che  nessuno si inganni!

Il valore di un'operazione a contenuto tecnico si giudica dal rispetto delle leges artis, cioè delle regole della tecnica applicata. 
Così, per un episodio di malasanità, chiederò un risarcimento dimostrando la imperizia professionale del chirurgo non la sua discutibile vita morale, o la sua scarsa deontologia professionale.
Chi -allora- si duole dell'ingiustizia di una sentenza (operazione tecnica che applica il diritto), attaccando il giudice (peraltro non unico ma collegiale) senza indicare quale sia l'inosservanza delle leges artis che renderebbe ingiusta nei suoi confronti la decisione, dimostra di non avere pretese di giustizia ma solo di immunità politica, a scapito della pari uguaglianza di tutti davanti alla legge, e la volontà tirannica di  costringere la giustizia  alla resa nei suoi confronti.

venerdì 9 agosto 2013

I nostri politici davvero pensano che gli Italiani abbiano la sveglia al collo!

E' evidente da giorni la marcia preelettorale di ri-avvicinamento di Casini (Udc) a Berlusconi: una tappa è stata segnata dalla strumentale e forzata polemica del Mattino, giornale di proprietà di Caltagirone suocero di fatto di Casini, che ha teso una trappola al Giudice Esposito, Presidente del Collegio della Cassazione che recentemente ha confermato la condanna di Berlusconi, facendogli rilasciare dichiarazioni.
Che tutto poggi sul nulla è facile rilevarlo. Il Giudice, secondo norma processuale diviene incompatibile a pronunciarsi se esprime opinioni sulla vertenza prima della celebrazione del giudizio, non certamente per opinioni espresse dopo che egli ha deciso il processo, come è nel caso concreto perché la lettura del dispositivo ha chiuso il processo Berlusconi innanzi alla Cassazione.
Ora la marcia procede con una volata tirata -guarda caso- da un uomo in quota Udc: il Vice-Presidente del CSM, Vietti, pesta l'acqua nel mortaio di una polemica a solo sfondo politico, agitandosi per iniziative censorie nei confronti del Giudice Esposito!

Urge come tutti vedono l'uscita dei politici dal CSM, unica vera essenziale riforma che estirperà ogni contaminazione politica dalla Giustizia.

domenica 4 agosto 2013

Chiedo a tutti di condividere un piccolo impegno: quello di sostenere il nostro Capo dello Stato inviandogli via mail (https://servizi.quirinale.it/webmail/)  questo messaggio: <<Sig. Presidente, sono certo che non vorrà porre nessuno nella condizione di cittadino esentasse, ricordando anche quei contribuenti che si sono tolti la vita per un debito verso il fisco, per loro insostenibile>>

lunedì 11 marzo 2013


Ecco uno degli otto punti su cui Bersani vuol promuovere la formazione del Governo: diciamo subito che su questa base il nuovo Governo non lo vogliamo! Facciamo sentire la voce di chi è contrario
http://www.partitodemocratico.it/doc/251645

venerdì 25 gennaio 2013

Oggi un quotidiano pubblicava questa vignetta.
Ne traggo spunto per chiedere a tutti: ma siamo d'accordo che non si cambia registro se le scelte dei politici sono operate per interessi personali, o di partito?
E' vero che fare  l'interesse del partito è meno ignobile che perseguire quello proprio, ma in entrambi i casi siamo sempre fuori del campo della vera politica. Questa viene in ballo solo quando si tratta il suo oggetto proprio, cioè la realizzazione del bene comune

mercoledì 23 gennaio 2013

Mi domando quanta credibilità abbia l'affermazione di Monti, fatta nel corso di una intervista, di non sapere bene cosa sia la massoneria.
E' possibile sentire le sue parole  direttamente dalla sua voce, collegandosi attraverso il seguente link
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Perché non pare verosimile la sua affermazione?
Per l'esisietnza di un forte legame familiare del Sen.Monti: quello con lo zio Raffaele Mattioli.
Chi vuole avere qualche idea di chi sia stato Mattioli, quale la caratura del personaggio,  e la sua peculiarietà - tale da poter spingere in alto anche il nipote- trova significative indicazioni collegandosi a
http://www.ossimoro.it/personaggi.htm

venerdì 18 gennaio 2013

Eureka! La legge di valutazione elettorale 

Scusate se ripresento un post  di qualche mese fa, ma lo trovo ancor più attuale.

I mirabolanti impegni che sentiamo assumere oggi dai partiti, e che sempre più ci verranno presentati con l’avanzata del clima elettorale, mi hanno spinto a riflettere su come possiamo difenderci da queste promesse da campo  dei miracoli di collodiana memoria.
Così alla fine ho formulato una legge che può essere così espressa: MD=MC
Maggiore la distanza, del futuribile promesso dal consuntivo di quanto prodotto dall’impegno di un partito nell’arco della legislatura (cinque anni, cinque!), tanto minore la credibilità  degli odierni enunciati.
Dimostriamo di non essere creduli pinocchi! a chi ha già ottenuto la nostra delega politica chiediamo il rendiconto, prima di credere ad un’ulteriore programmazione utopistica.
Ricordiamo a questi signori, che della politica hanno voluto fare una professione, che la base della nostra scelta è la valutazione retrospettiva, e che qualunque amministratore non truffaldino ha obbligo di rendiconto.
Sotto questo aspetto, è assolutamente significativo di quanto dico la manovra ventilata da un partito -che è stato al governo- di spacchettarsi in una miriade di liste civiche (già note come le liste civetta). Non ha nulla di proprio da rivendicare  come positività, tanto da voler mistificare la propria identità?
Se qualcosa è cambiato ad oggi, è solo l'accelerazione di tutti verso dichiarazioni di programma che smentiscono i comportamenti parlamentari precedenti.....IMU, +/- tasse.  ma nessuno parla di lavoro..
 E poi nell'ascolto delle dichiarazioni e nella loro valutazione, non confondiamo  la pura emissione vocale, senza rispetto per la logica e la dialettica, con i contenuti. Alcuni nostri politici, sembrano reattivi, capaci di risposta, ma in realtà si comportano secondo la legge dello studente all'esame: Non  tacere, e blaterare qualunque cosa anche senza senso!!
Non fa questa differenza chi si chiede come siano andati certe corride televisive: il puro suono vocale non è dichiarazione, ma offesa all'intelligenza!  Basta.