<<Nelle pagine precedenti abbiamo visto che le folle
si lasciano impressionare soprattutto dalle immagini. Qualora queste immagini
non fossero già a disposizione, potranno essere suscitate con un sapiente
impiego di parole e di formule. Queste ultime, adoperate con arte, possiedono
veramente quel potere misterioso che veniva loro attribuito un tempo dai
cultori della magia. Provocano nell’animo delle moltitudini le più formidabili
tempeste, e sanno anche placarle>> [Le
Bon Psicologia delle folle pag. 135
ed.Tea]
Cito queste parole per dare
controprova, attraverso l’autorità di un noto autore che ha influenzato la
storia delle idee (se non anche il sapere scientifico) a queste riflessioni che
vengono spontanee.
Tutti ricordiamo che vi sono state
stagioni, momenti, con parole d’ordine ben precise che servivano ad etichettare
quei fenomeni che –percepiti come negativi dall’opinione pubblica- andavano
isolati, respinti dopo averli circoscritti, perimetrati. Così, per i nuovi maghi che volevano governare ed
indirizzare la pubblica opinione (inverto i termini per sottolineare che la capacità
critica dell’opinione viene in questo
caso sminuita dalla forza della pressione esercitata) ciò che innegabilmente
appariva negativo, andava isolato per far risaltare in contrasto tutto il
positivo del rimanente.
Così si parlava prima di
malasanità, in occasione di episodi in cui il risultato dell’intervento
sanitario, medico aveva avuto effetti negativi per l’utente, il paziente. Poi
di malagiustizia per quegli episodi in cui si vedeva negato il buon diritto di
qualcuno.
Conveniamo che il nuovo termine
(neologismo) era indovinato: da un lato bollava negativamente ciò che tutti a
ragione disapprovavano, dall’altro ricordava che questa opinione negativa non
coinvolgeva, giustamente, l’intera sanità o l’intera amministrazione della
giustizia.
Allora dobbiamo porci una domanda: è
forse un caso che questi maghi di fronte
agli episodi di corruttela e malcostume politico non abbiano parlato di malapolitica?
E pure il linguaggio già usato offriva l’immediata soluzione! Veniva
quanto mai spontaneo, conosciuti questi episodi di sperpero selvaggio, di
ruberia profittatrice, di spudorato uso personale di risorse destinate ad
altro, definirli episodi di malapolitica.
E pure nessuno lo ha fatto, e se è andata così all’unisono, deve
riconoscersi che il coro è diretto e nessuno osa staccarsene. Ciascuno tragga
la sua conclusione in termini di indipendenza di media e giornali!
Questo silenzio omertoso non
bastava, perché hanno invece rivoltato la frittata accusando
i denuncianti di antipolitica!!!
Signori, siamo noi che non sappiamo riconoscere le virtù
provate, il senso delle istituzioni, l’abnegazione sacrificale degli uomini del
ceto politico, il valore sociale dei partiti degli onesti!!
Ebbene, rifiutiamo tutti
di condividere la finzione: il re è
nudo!!
Molto interessante
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