Non facciamoci ingannare! sveglia

giovedì 4 ottobre 2012

Il re è nudo!



<<Nelle pagine precedenti abbiamo visto che le folle si lasciano impressionare soprattutto dalle immagini. Qualora queste immagini non fossero già a disposizione, potranno essere suscitate con un sapiente impiego di parole e di formule. Queste ultime, adoperate con arte, possiedono veramente quel potere misterioso che veniva loro attribuito un tempo dai cultori della magia. Provocano nell’animo delle moltitudini le più formidabili tempeste, e sanno anche placarle>> [Le Bon Psicologia delle folle pag. 135 ed.Tea]

Cito queste parole per dare controprova, attraverso l’autorità di un noto autore che ha influenzato la storia delle idee (se non anche il sapere scientifico) a queste riflessioni che vengono spontanee.
Tutti ricordiamo che vi sono state stagioni, momenti, con parole d’ordine ben precise che servivano ad etichettare quei fenomeni che –percepiti come negativi dall’opinione pubblica- andavano isolati, respinti dopo averli circoscritti, perimetrati. Così, per i nuovi maghi che volevano governare ed indirizzare la pubblica opinione (inverto i termini per sottolineare che la capacità critica  dell’opinione viene in questo caso sminuita dalla forza della pressione esercitata) ciò che innegabilmente appariva negativo, andava isolato per far risaltare in contrasto tutto il positivo del rimanente.
Così si parlava prima di malasanità, in occasione di episodi in cui il risultato dell’intervento sanitario, medico aveva avuto effetti negativi per l’utente, il paziente. Poi di malagiustizia per quegli episodi in cui si vedeva negato il buon diritto di qualcuno.
Conveniamo che il nuovo termine (neologismo) era indovinato: da un lato bollava negativamente ciò che tutti a ragione disapprovavano, dall’altro ricordava che questa opinione negativa non coinvolgeva, giustamente, l’intera sanità o l’intera amministrazione della giustizia.
Allora dobbiamo porci una domanda: è forse un caso che questi maghi di fronte agli episodi di corruttela e malcostume politico non abbiano parlato di malapolitica?
E pure il linguaggio già usato offriva l’immediata soluzione! Veniva quanto mai spontaneo, conosciuti questi episodi di sperpero selvaggio, di ruberia profittatrice, di spudorato uso personale di risorse destinate ad altro, definirli episodi di malapolitica. E pure nessuno lo ha fatto, e se è andata così all’unisono, deve riconoscersi che il coro è diretto e nessuno osa staccarsene. Ciascuno tragga la sua conclusione in termini di indipendenza di media e giornali!
Questo silenzio omertoso non bastava, perché  hanno invece rivoltato la frittata accusando i denuncianti di antipolitica!!!
Signori, siamo noi che non sappiamo riconoscere le virtù provate, il senso delle istituzioni, l’abnegazione sacrificale degli uomini del ceto politico, il valore sociale dei partiti degli onesti!!
Ebbene, rifiutiamo tutti di condividere la finzione: il re è nudo!!

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